Come abilitare o disabilitare molte delle funzionalità sperimentali nascoste in Google Chrome

Chrome ha integrate molte opzioni differenti che potrebbero rendere la vita quotidiana su internet più facile, o almeno più interessante. Esempi di queste opzioni sono le linguette laterali, la possibilità di evitare che si aprano schede duplicate, ma essere trasferiti su quella esistente, invece, diversi profili di Google/Gmail associati con diverse schede ed  il pre-rendering delle pagine per una navigazione più veloce, solo per citarne alcune.

L’abilitazione e la disabilitazione di queste funzionalità è un processo semplice che richiede di accedere alle opzioni tramite il menu delle Opzioni di Chrome. Attenzione, però, perché queste opzioni sono sperimentali!

Prima di arrivare a vederle, chiariamo che stiamo lavorando su un computer basato su Windows, quindi sebbene esista la possibilità affinchè tutto ciò funzioni perfettamente anche su Google OS, Mac OS e Linux, abbiamo personalmente testato solo la versione Windows di Chrome. Ci sono un certo numero di motivi per cui Chrome è il nostro browser web preferito. Ha una sorta di stile semplice ed utilitaristica, per non parlare della sue affidabilità rispetto alle pagine web moderne. Certo, ci sono altri browser là fuori che possono anche essere altrettanto buoni, ma una delle cose che Chrome ha è la possibilità di scavare al suo interno e trovare un divertimento imprevisto con le sue opzioni sperimentali incorporate e nascoste.

Molte persone lo sanno già, ma per coloro che ne sono ignari, lo ripetiamo: Chrome, soprattutto l’ultima versione, ha un sacco di queste piccole opzioni che possono fare ogni genere di cose strane, eccezionali o addirittura incomprensibili. Il guaio è, però, che queste opzioni sono nascoste per impostazione predefinita quando viene installato Chrome, così esse non sono qualcosa che assolutamente tutti conoscono o utilizzano.

Le ragioni per rendere queste opzioni nascoste è in gran parte perché sono esperimenti per vedere come le nuove idee possono funzionare (o no) con i moderni siti web. Come chiunque che ha lavorato spesso con questo tipo di software è in grado di testimoniare, sperimentale è un termine spesso sinonimo di parole come ‘disastro’ e ‘crash’ o il nostro preferito: “Oh mio Dio, cos’è quel fumo che esce da…?!”. D’altra parte, alcuni esperimenti riescono in realtà ad avere un buon risultato, e in ogni caso, si ottengono comunque dei dati di qualche tipo, che è poi lo scopo di qualsiasi esperimento. Parafrasando Adam Savage: “Un risultato fallito è sempre un risultato. Ci piaccioni i dati!” Così, nello spirito di tale dichiarazione, proviamo a giocherellare con le funzionalità sperimentali di Chrome.

La prima cosa da fare, ovviamente, è di rendere tali funzionalità sperimentali visibili in modo da poterle attivare. Questo è un processo che è stato scoperto, stranamente, non con una ricerca di due secondi con un qualsiasi motore di ricerca. Abbiamo dovuto scavare un po’ più in profondità di quanto avremmo mai pensato per trovare le seguenti istruzioni, messe insieme da alcune fonti diverse.

Per rendere visibili le funzionalità sperimentali:

Passo 1: Andare alla pagina web di Chrome e assicurarsi di avere l’ultima versione di Chrome installata.  Prima della versione più recente, era necessario effettuare una procedura molto più dettagliata e complicata che consisteva nell’utilizzare la build Chromium (la versione open source di Chrome, in pratica) per accedere a quello che viene chiamato “Chrome Labs“.

Passo 2: Aprire una finestra di Chrome, e digitare (o copia- incollare) la seguente stringa nella barra degli indirizzi: “about:flags“. Non includere eventuali spazi o virgolette.

Passo 3: Premere Invio sulla tastiera o premere il pulsante Vai sulla barra degli indirizzi di Chrome. Ora si dovrebbe vedere una pagina che appare, almeno in qualche modo, simile a questa:

Ora, prendere nota dell’avvertimento dato sulla parte superiore della pagina. Queste caratteristiche, sebbene divertenti a volte, possono anche rompere o danneggiare diverse cose. Utilizzare queste opzioni dunque, a proprio rischio e pericolo. Fino al punto 3, non è stato fatto nulla che possa causare problemi, ma il passaggio 4 è quello di iniziare ad esplorare e provare le funzionalità. Questo è il momento in cui possono accadere cose indesiderate, ma anche dove può accadere roba buona, così come nella natura di ogni esperimento.

Ognuna delle opzioni della pagina o ‘flag’ avrà una breve descrizione di ciò che si suppone faccia, e talvolta anche su come si suppone lo faccia. Inoltre, la maggior parte di loro hanno un’etichetta che avvisa per quale sistema operativo ogni funzionalità è disponibile. Abilitare o disabilitare a proprio rischio e pericolo, ma tenere presente che l’ uso di queste funzioni potrebbe essere utile a Google nello sviluppo delle versioni più recenti.

Una delle cose che preferiamo utilizzare, tra le funzionalità sperimentali, è la GPU compositing e il threaded compositing per l’esplorazione del web. Ci sono voluti un po ‘ più ricerca e qualche semplice osservazione nel corso del tempo, ma potremmo giurare che l’attivazione di queste due opzioni, non solo non ha fatto crashare nulla, ma ha anche accelerato e regolarizzato le risposte che si ottengono durante la navigazione su Internet.

Così, ora che sapete che cosa si può fare e come, smanettate allegramente e naturalmente sentitevi liberi di postare nei commenti qui sotto tutti i risultati, opinioni o altri commenti pertinenti.

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