iCloud di Apple sui server Microsoft e Amazon

All’inizio di quest’anno la Apple ha annunciato, scatenando un grande entusiasmo, il lancio del nuovo servizio iCloud. iCloud, come suggerisce il nome stesso, permette di accedere in ogni momento ai file, alle tracce audio e ai filmati caricati sulla “nuvoletta” online, da qualsiasi dispositivo Apple. Il servizio è attualmente in fase di beta test e dovrebbe partire ufficialmente a fine anno. Una notizia pubblicata da The Register rivela, però, un fatto piuttosto strano: le funzionalità di hosting di iCloud sono gestite da due delle più grandi rivali di Apple: una è la Microsoft con la sua piattaforma Azure, l’altra è Amazon che gestisce gli Amazon Web Services (AWS).


Pare che secondo gli accordi stipulati, la Apple abbia imposto alle due aziende di mantenere nascosta questa partnership. La scelta di affidarsi a servizi di hosting esterni sembra essere dettata dalla volontà, da parte dell’azienda di Cupertino, di concentrarsi esclusivamente sul cercare di offrire una grande esperienza d’uso al consumatore.

Dal momento che Apple ha ritenuto opportuno scartare l’ipotesi di affidarsi ad un’unica azienda, saranno sia la Microsoft che Amazon a gestire l’hosting di iCloud. L’accordo stipulato con la Apple potrebbe portare in teoria notevoli vantaggi alla Microsoft, che ha lanciato Azure, il suo servizio per l’archiviazione e sincronizzazione online, nel febbraio del 2010, che da allora ha cercato con non poca fatica di conquistarsi una fetta di mercato.

Una soluzione temporanea

E’ possibile, tuttavia, che questa scelta di Apple di affidarsi ai servizi di Microsoft e Amazon costituisca semplicemente una soluzione temporanea, adottata al fine di far partire iCloud il più presto possibile. Apple ha infatti di recente completato l’installazione di una grande server farm a Maiden, nel North Carolina. L’intera architettura, che stando a quel che si dice è costata circa 500 milioni di dollari, verrà sicuramente utilizzata in futuro per ospitare i servizi iCloud.

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