Uno studio apparso su Nature Geoscience e condotto dai ricercatori del Jet Propulsion Laboratory ha aperto interessanti scenari su quelle che potrebbero essere le condizioni adatte a generare la vita su Marte.

Stando a quanto si legge, l’acqua salata presente nel sottosuolo del “pianeta rosso” (di recente è stato scoperto anche un vasto lago) potrebbe avere quantità sufficiente di ossigeno per sviluppare forme di vita più complesse rispetto ai batteri (presenti anche sulla Terra) che si basano solo su idrogeno molecolare.

La ricerca punta su un dettaglio: nonostante l’ossigeno sia presente in percentuali molto basse nell’atmosfera marziana, esso può essere “assorbito” dall’acqua attraverso delle fessure sulla superficie. Insomma, gli studiosi – pur sottolineando che si tratterebbe comunque di forme di vita primordiali che richiederebbero elevate concentrazioni saline e temperature molto basse per riprodursi – si dicono convinti che questa scoperta amplia notevolmente il ventaglio delle opzioni di vedere forme di vita più complesse su Marte.

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