Serre idroponiche a cosa servono e come sceglierle

La tecnologia ha fatto, nel corso degli ultimi anni, passi da gigante in pressoché qualunque settore. Anche se meno pubblicizzato rispetto ad altri campi, anche quello agricolo ha visto l’introduzione di nuove tecnologie a dir poco interessanti.

Per migliorare i raccolti di terreni poco fertili, per esempio, sono state progettate e commercializzate le serre idroponiche. Queste consentono di incrementare notevolmente i raccolti, moltiplicandoli rispetto al passato.

Nonostante ciò, di questa soluzione si ignorano la maggior parte dei funzionamenti: come funzionano le serre idroponiche, quali sono le caratteristiche secondo cui scegliere? In questo articolo faremo chiarezza su tutto ciò che riguarda questa soluzione.

Cosa sono le serre idroponiche

Il termine idroponico, va a definire un sistema di coltivazione che si basa su sostanze nutritive con cui arricchire le coltivazioni. In tal senso, ai vegetali vengono forniti potassio, calcio, zinco, ferro, magnesio e tante altre sostanze. Naturalmente la quantità e il bilanciamento vengono appositamente studiati a seconda del tipo di pianta che si va a trattare.

Come fondo per la coltivazione, anch’esso importantissimo, viene solitamente scelto terriccio morbido come l’argilla espansa, anche se non mancano soluzioni particolarmente originali in tal senso.

Per maggiori informazioni: wikipedia idroponica

I vantaggi di una serra idroponica

Dunque, scendendo nei particolari, quali sono i principali vantaggi di una serra idroponica? Primo fra tutti è la crescita rapida dei vegetali. Essi infatti, forniti dei nutrimenti ideali, arrivano anche a raddoppiare il tasso di crescita.

La pressoché totale assenza di insetti e l’introduzione massiccia della tecnologia (lampade a LED che forniscono luce e sistemi automatici di irrigazione) riducono notevolmente la necessità dell’intervento umano.

I diversi tipi di serra

Va detto però che finora abbiamo generalizzato. Le serre idroponiche infatti si suddividono in una serie di sotto tipologie piuttosto varie e con caratteristiche molto diverse. Sebbene ne esistano una infinità, sono individuabili alcune varianti piuttosto diffuse (e da cui molte altre hanno preso origine). Per esempio:

  • Il sistema Wick (definito anche come passivo) è uno dei più semplici nonché diffusi. Attraverso uno stoppino, le sostanze nutritive vengono trasferite dai contenitori al fondale. In questo ambito, al posto dell’argilla vengono utilizzati altri materiali come la fibra di cocco, la perlite o il Pro-Mix. Si tratta di un tipo di soluzione adatta alle piante di dimensioni più contenute.

  • Un altro sistema piuttosto diffuso è quello dell’acquacoltura. In questo ambito, le piante sono poste all’interno di un sistema di polistirolo e si trovano con le radici immerse direttamente nelle soluzioni nutritive. Attraverso una pompa d’aria e una pietra porosa poi, le piante vengono fornite di ossigeno. I vegetali più adatti all’acquacoltura sono quelle dalla crescita rapida.

  • Il sistema a goccia è piuttosto semplice. Il sistema di alimentazione trasporta le sostanze a ogni singola pianta rilasciando gocce a intervalli prestabiliti. In questo modo i vegetali sono alimentati senza sprechi di sorta. In questo ambito, eventuali timer risultano importanti per fornire sostanze sufficienti alle colture.

  • Un altro sistema piuttosto usato è quello definito Ebb and Flow. Esso consente ai nutrienti di impregnare i substrati sotto i vegetali con intervalli di tempo precisi. Si tratta di un metodo piuttosto simile al sistema a goccia appena citato. Naturalmente, in caso di mancanza di corrente per periodi di media-lunga durata, il pericolo è di perdere l’intera coltivazione.

  • Piuttosto interessante risulta anche la soluzione Aeroponica, una delle più avanzate del settore. Le radici dei vegetali, secondo questa tecnica, risultano letteralmente sospese nel vuoto. Appositi strumenti vanno a irrorare le stesse con le sostanze nutritive, naturalmente seguendo intervalli precisi precedentemente impostati.

Naturalmente si tratta di semplici esempi visto che, come già detto, in realtà esistono una serie pressoché infinita di varianti o ibridi tra i sistemi sopra elencati.

Serre idroponiche domestiche

Nonostante questa soluzione sia ideata per colture intensive, sul mercato sono state recentemente introdotti anche alcuni dispositivi domestici piuttosto interessanti. Essi, oltre a risultare un piacevole hobby, consentono di poter coltivare entro le mura domestiche piccole quantità di vegetali. Più pulite rispetto a un orto tradizionale e meno impegnative, anche le persone con una casa poco spaziosa possono facilmente utilizzare questo tipo di dispositivi.

Si tratta di una soluzione potenzialmente utile anche solo per coltivare i propri gusti e averli sempre e comunque a portata di mano. I prezzi contenuti e le soluzioni interessanti, fanno delle mini serre idroponiche domestiche un regalo ideale e originale.

isacco corradi

Nato nel 1986 da sempre appassionato di informatica, ora responsabile della cooperativa Alpsolution soc coop che si occupa di servizi per le aziende. Oggi si occupa di SEO e comunicazione sul web. E' il responsabile dei progetti comefare.com mammaoggi.ti ideageek.it libriblog.com ricettablog.it

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